La rete di Iliad e i troppi no al 5G

Iliad non ha ancora installato antenne 5G ma il progresso della sua nuova rete rischia di trovare ostacoli insormontabili nei timori degli italiani per la nuova tecnologia. Pur senza alcun fondamento scientifico, sempre più persone si dichiarano contrarie all’adozione del nuovo 5G. E decine di comuni italiane mettono al bando nuove antenne.

E così a rimetterci è sopratutto Iliad, il nuovo quarto operatore mobile. Ecco la nuova puntata del nostro audio podcast settimanale.

Buon ascolto.

PER APPROFONDIRE:

VERSIONE TESTUALE:

In questa settimana vogliamo tornare a parlarvi di Iliad e di quello che sta succedendo. Una delle situazioni che più si stanno verificando riguardano l’implementazione della rete proprietaria di Iliad anche e sopratutto per quanto riguarda il 5G. Sappiamo che gli operatori telefonici hanno fatto già ingenti investimenti per quanto riguarda il 5G, qua parliamo di costi altissimi che sono già stati messi in campo per cui passeranno ancora alcuni anni prima che gli operatori riusciranno a vedere gli introiti e a cercare di recuperare tutto quello che è già stato investito. Perché questo discorso introduttivo sui costi?

Perché è il gestore che più di tutti sta investendo e pagando per le antenne 5G. In Italia si preferisce non dare credito a studi scientifici seri da parte di organismi scientifici affidabili, come l’Istituto Superiore della Sanità che anche di recente ha ribadito che non esistono risultati univoci, concreti e decisivi che dimostrino una correlazione tra determinate malattie tumorali e le emissioni magnetiche date dall’installazione di antenne 5G.

Anche perché in Italia non c’è ancora una rete 5G capillare, per poter avere dati scientifici certi e definitivi. E’ chiaro che gli studi effettuati anche dall’OMS non forniscono ad oggi esami che possono rilasciare un dato certo. Però questo sembra non andare bene a qualcuno, in parte ci si mette la politica e i vantaggi piccoli e grandi,  totalmente personali, mettiamoci anche la disinformazione, il dare credito alle bufale, a studi scientifici la cui efficacia è tutta da dimostrare e verificare rispetto agli organismi istituzionale appena citati.

Anche alcune associazioni dei consumatori che solitamente fanno un ottimo lavoro sopratutto per quanto riguarda gli utenti, stanno remando contro a tutto quello che è l’evoluzione necessaria e lo sviluppo del Paese. Poi ci si lamenta sempre che l’Italia è lenta e tecnologicamente non avanzata, quando si sta cercando di colmare tali lentezze e fare passi avanti da gigante.

Ma la paura fa paura. La paura blocca, frena e in tutto questo timore generale chi ne paga le spese in prima linea è proprio Iliad. Il quarto operatore mobile sta cercando di costruirsi e rafforzare una propria rete 5g a differenza degli altri operatori che hanno una loro rete ben equipaggiata, Iliad deve costruire la sua solida rete. Poi ci si lamenta che Iliad non ha abbastanza copertura in alcune zone d’Italia.

Ma ad oggi sono ben 38 i comuni che stanno al momento bloccando e rallentando i lavori del quarto operatore e lo sviluppo della sua rete 5G. Sembra che quai ogni giorno vi sia un comune che voglia frenare i lavori. Benedetto Levi, l’amministratore delegato della rete Iliad, si lamentava proprio di questo, perché ci si scontra su limiti che riguardano le stesse emissioni elettromagnetiche quando in Italia siamo in ritardo e arretrati anche sotto questo aspetto.

C’è un livello di emissioni elettromagnetiche stabilito dalla legge estremamente inferiore agli altri paesi Europei. Ci si scontra anche per una disomogenità di regolamenti urbanistici che ci sono in Italia, quindi a seconda del comune, a seconda della regione ci si trova a dover affrontare procedure che sono diverse quindi anche in questo ci vorrebbe un maggiore equilibrio.

Tutto questo è negativo perché esistono degli obblighi sanciti dall’Agcom per quanto riguarda gli operatori che devono quanto prima colmare il digital divided che ancora attanaglia una buona parte del territorio italiano, ci sarebbero in Italia circa 120 comuni italiani con una scarsa e assente copertura mobile. Sono anni che ci si lamenta di questi rallentamenti. Speriamo che questi comuni assessori e sindaci che stanno cercando di frenare lo sviluppo tecnologico del paese, rinsaviscono, e facciano affidamento a studi scientifici seri.

Al momento lo ripetiamo anche noi di UpGo news, non esiste una correlazione tra emissioni elettromagnetiche e tumori. Piuttosto alcuni scienziati cercano di dare un piccolo freno per quanto riguarda l’uso singolo dello smartphone, cercare di limitare il più possibile il contatto del telefonino appoggiato all’orecchio piuttosto che su altri parti del corpo ma questo non ha niente a che fare con le reti 5G.

Le reti 5G sono sotto accusa oramai tutti i giorni. Iliad sta cavalcando l’onda ma deve affrontare diverse difficoltà. Il quarto operatore si deve misurare con dei gestori come Fastweb che è diventato il quinto operatore mobile e scenderà in campo con Wind Tre, Tim e Vodafone unite e compatte per lo sviluppo della rete 5G. Non ci resta quindi che fare il tifo per Iliad che ha tutte le carte in regola per potercela fare. Da UpGo news è tutto, alla prossima puntata.

1 COMMENT

  1. È ormai un anno che ho iliad i primi tempi una favola poi sempre meno per internet non ci sono problemi ma la rete telefonica è pessima non avendo rete fissa non so più che fare ho fatto presente ad iliad che nella mia zona : Giardini di Corcolle è un disastro mi hanno risposto che loro mi sentivano bene ,non sono certo una cretina a lamentarmi il problema c’è eccome per chiamare devo andare fuori

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here